Laura's profileCoagula il sangue che ha...PhotosBlogLists Tools Help

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    Люблю Петер. Люблю водку.

    na avtobuse nomer 7 

    Una settimana che sembra a tratti durata una vita, a tratti un solo giorno, una settimana che sembra un’allucinazione, una settimana che sembra completamente fuori dal tempo e dallo spazio, una settimana dopo la quale fuori è tutto come prima ma dentro non lo è, anche se sono incapace di spiegare in che modo.
    Una settimana di camminate estenuanti, di bocche spalancate di fronte a tutto ciò che vedi, cioè strade enormi e affollatissime, palazzi altissimi, ponti meravigliosi, quadri, chiese, mercati...
    Una settimana di cene a base di salmone e caviale per nove, di tre tazze di thè (come minimo) al giorno, di brindisi irrinunciabili a base di vodka con Dzjoar che esagerava sempre con le dosi, di bottiglie di Medovarus scolate con Kekko; una settimana in cui ho dormito meno di 4 ore ogni notte e spesso mi sono risvegliata la mattina dopo già vestita, una settimana di freddo intenso che però non lo senti perchè stando insieme ci si scalda e si sta talmente bene che si finisce a ballare e cantare sul balcone con addosso solo una maglia e la temperatura vicina allo zero.

    Una settimana vissuta nelle pagine dei libri che amo. Attraversando i canali della Neva come Nasten’ka, vagando per i bassifondi in cui Raskol’nikov veniva preso dal delirio, scivolando tra la folla variopinta del Nevskij Prospekt.

    Una settimana che è decisamente poco per godersi tutta Pietroburgo, una settimana che non riesco ancora bene a definire. So solo che adesso stare a casa è davvero ужаснo..

    Prese d’assalto le rampe d’accesso per i banchi del mercato di IDIOZIE

    “Io sono qui alle (8) del mattino,
    l’angoscia e un pò di vino,
    voglia di bestemmiare!”

    Avete mai avuto la fortuna di bere vino rosso, chardonnay e sangria per un pomeriggio intero e poi andare a cena dai parenti portando con voi un’amica che si trova nel vostro stesso stato? E di sbellicarvi dalle risate guardando vostra zia che (fortunatamente) messa peggio di voi spara una cazzata dopo l’altra e alla fine collassa sul divano, proprio come avevate intenzione di fare voi? La stessa zia sulla quale i vostri genitori avevano fatto affidamento per non farvi bere, e che invece nascondeva nella borsa delle bottigliette d’acqua magicamente tramutatesi in vino, ovviamente!
    Lù, direi che alla prossima festa del vino ce ne andiamo a dormire da lei, altro che DANNATISSIMO DUNS!!!

    Per il resto, questi giorni di scuola sono abbastanza assurdi e a tratti non riesco a capire bene se mi trovi ancora in vacanza o se siano passati dei mesi da quel cazzo di mercoledì scorso, e questa semi-incoscienza mi turba.

    L’unica cosa che mi riporti alla realtà per quanto schifosa e perversa essa sia, è la “questione russo” rimasta ancora in sospeso. E’ pressochè impossibile descrivere l’odio profondo che mi cresce dentro nei confronti della burocrazia, del sistema scolastico italiano e dei dirigenti che si dimostrano incapaci di fare qualsiasi cosa che vada oltre i loro propri interessi. E odio pensare di dover passare quelle 5 ore settimanali senza quella persona che era ormai un punto di riferimento e un modello, che avrebbe dovuto accompagnarci in un viaggio sognato da mesi e mesi e che non si sa più se si farà oppure no. E odio essere costretta a pensare alle possibili (spero solo possibili) conseguenze che ciò avrà sul mio futuro, o meglio sui già vaghi programmi che avevo per esso.

    Meierchol'd

    Ci riversano addosso litri di parole di cui nessuno garantisce la sincerità, e le mie orecchie sono stufe di ascoltarle. Tanto finchè non metterò entrambi i piedi su quel maledetto aereo non starò più a sentire una sillaba di ciò che dicono.

    Assurde assurdità

    Manca poco più di una settimana all’inizio delle lezioni, e poco meno di un mese alla partenza per San Pietroburgo.

    E poi un bel giorno scopriamo che vogliono eliminare il corso di russo dal nostro liceo, mandando via l’insegnante storica e al limite sostituendola con una fantomatica supplente per i poveri sfigati che frequentano il 4° o 5° anno che russo lo studiano già e vorrebbero continuare a farlo.
    Il discorso-scusa dei tagli all’istruzione mi sembra di un’incoerenza assurda. E per vari motivi questa decisione, sebbene per fortuna non ancora definitiva, mi spaventa.

    (Il sito della scuola tace, ma leggete qui. E anche qui.)

    One.

    I find it hard to believe you don't know
    the beauty you are
    But, if you don't, let me be your eyes
    A hand in your darkness so you won't be afraid

    one

    [sei una di quelle cose che accadono una volta ogni eclissi di luna]

    How are you so burnt when you’re barely on fire?

    sunrise in montelago Non ho scritto nulla fino ad ora perchè forse fino a ieri le mie membra affaticate dovevano ancora riprendersi del tutto e la mia schiena smettere di bestemmiare.

    Comunque, anche se oggi non sono esattamente dell’umore giusto per farlo (o forse proprio per questo) e sono ancora più stanca e bruciacchiata di prima, non potevo non celebrare questi 2 giorni e 2 notti inaspettati di totale delirio-assenza da casa-accampamento-smarrimento-divertimento-autodistruzione-esaurimento.

    Ewwiwa MonteDuns!

    Ad ogni modo, io non capirò mai l’oscuro meccanismo che si cela in quella mente che mi permette di passare 2 notti in tenda per partecipare ad un festival di cui non ha mai sentito parlare se non per la quantità di alcool che vi circola, e poi dice che l’alba in spiaggia domani non s’ha da fare. Proveremo ad aggirare l’ostacolo.

     

    Intanto consoliamoci così: siamo proprio fighi.

    barabba e "eccola, l'abbiamo trovata!"

    Muss es sein? Es muss sein!

    “Ma poi si disse: che significa in realtà essere utili? La somma dell’utilità di tutta la gente di tutti i tempi dà come risultato esattamente il mondo così com’è oggi. Da ciò deriva:
    non c’è niente di più morale che essere inutili.”

    nesmrtelnost

    Per l’inerzia perpetua.

    One year ago

    My Ireland 

    Living on your western shore
    saw summer sunsets, asked for more
    I stood by your Atlantic Sea
    and sang a song for Ireland.


    [speriamo che la cartomante abbia ragione]

    New dawn fades

    new dawn fades

    Ci sarebbe troppo da dire.

    Bound by wild desire I fell into a ring of fire

    Inizio sessione: giovedì 26 giugno 2008

    (22.16) >pidocchio estetico< "Fumo, nebbia, una corda di strumento, che risuona nella nebbia. [partenza posticipata al 20 luglio!]" scrive:
    mi ha aggiunto uno che si chiama L’ULTIMO PROFETA O_o

    metafore mostruose come orchidee

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

         

          [ I fell for you like a child
    Oh, but the fire went wild
                  I fell into a burning ring of fire
    I went down,
                        down,                                          
                                  down and the flames went higher

                  And it burns, burns, burns, the ring of fire... The ring of fire ]

    WHERE STREAMS OF WHISKEY ARE FLOWING!!!

    ALLUCINANTE.

    Non ci sono parole adatte a descrivere tutto ciò che è stato questo sabato. Questo video non potrà mai racchiudere il tutto. E si sente anche malissimo. Ma giuro che mi commuovo solo a ripensarci.

     

    Ancora devo riprendermi e realizzare di aver visto Shane cantare a pochi metri da me. E i Flogging Molly, i Gogol Bordello e i Social Distortion. *_____________*

    Ammetto di non averci capito nulla tra l’esaltazione e il pogo assassino e ho dei vuoti di memoria e dei flashback assurdi.

    Grazie a Gioia e Lucia (sì siamo sorelle XD), Riccardo e Stefano.

    E non dimentichiamoci dei Noise Guys (soprattutto di “quello dei biglietti”!) e di un sacco di altra roba che verrà racchiusa in queste 2 semplici parole:

    ЗАПРЕЩЕННОЕ ДАВАЙ!!!

    Don’t you know the singing saves the troubled souls?

    questo è il grande inizio!!Ieri mattina dietro gli scogli affondava lentamente una bottiglia di Tennent’s riempita di ciuffi di capelli del 4A.

    Ieri notte sono tornata a casa (dopo qualche sbandata in bici sul lungomare) con una luna rossa al mio fianco, con un bicchiere macchiato di fragolino nella borsa, con un pò di vento d’estate intrappolato fra i capelli.

    Devo ancora realizzare che sulla scrivania ho 5 biglietti per il concerto di sabato a Milano.

    shanemacgowan

    [Voglio vivere nel sole
    con il mio miglior vestito
    voglio vivere nel sole
    e godere all'infinito
    tanto non sarò astronauta
    perchè fluttuo nel tuo vuoto
    e ho scoperto che è godendo
    che mi sento più pulito


    E non ho volontà d un percorso importante
    DENTRO IL NIENTE]

    They say I got a lot of water in my brain, got no common sense, got nobody left to believe..

    Quando una donna non ha più la voce... vuol dire che è appena tornata da Ercolano!”

    HAAAAAAAAAAAA!

    Diciamo che se non fosse stato per il Funky Tony io a quest’ora non sarei ancora viva perchè probabilmente mi sarei tagliata le vene già dopo mezz’ora di autobus.. E invece grazie al DUNS posso dire che questa gita che non è una gita (“TU NON SAI NIENTE!!”) mi è piaciuta!

    Certamente tutto ciò è dovuto al già citato chitarrista texano e al suo Pomiciatore, all’immancabile camera da 3 impregnata di umidità con Lara (e le sue protesi!) e Lucy che inventiamo balletti sulle note di Aqualung, ad Appo, Pierpaolo e al Simpatizzante a cui è stato finalmente svelato il suo soprannome, a People from Ibiza e all’Intenditrice, alle persone che NON stavano appendendo quadri, al Vecchio del fischio, alle CHIAVI DELL’ELICOTTERO!!! (Buonanotte!), a “Smeeeeeeeeeeagol! Perchè piangi Smeeeeeagol?!?”, alle 2 ore scarse di sonno in 3 giorni, a Bukowski e ai suoi grandi suggerimenti, a Hiroshima e Kawasaki, al giochino coi papaveri, all’asino morto, a “siamo così sooooli”, ai camerieri inquietantissimi da Peppino (un posto carino), alla nostra unica ora di libertà da Bershka, alle miracolose caramelle per la gola, alla “canzone scritta dal nostro professore in occasione del morbo della mucca pazza” e “contro i signori delle guErra”, al coro di Milano e quel rasta con cui qualcuno ha tentato un gemellaggio (HAAAA!), a Chris che ho rivisto dopo 2 anni (e che ha fatto strage di cuori al TCO), a Gigi (anche gli zingari mangiano la RICOTTA) e a Syd (“è stato breve ma intenso”), alla trionfale notte di luna piena che è stata il SUGGELLO (HAAAAAAAA!) di tutto il viaggio... e ovviamente a PHAAAAAAOLOHHHHHH anche se non c’era!!

    4 ore (magari solo 4!) di coro.. e adesso.. BASTA!!!

    01 060BILD3330

    I’ve got no expectation and I fully expect to lose

    “Anzichè spegnere una per una le fiaccole che rischiarano la prospettiva teatrale e disingannare villanamente gli spettatori, non sarebbe assai meglio calar il sipario in un subito, e lasciarli nella loro illusione?

    Ma se l’inganno ti nuoce: – che monta?  Se il disinganno mi uccide!”

    puppet

    You know I know when it’s a dream

    Let me take you down, 'cause I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real
    and nothing to get hung about.
    Strawberry Fields forever.

    Living is easy with eyes closed, misunderstanding all you see.
    It's getting hard to be someone but it all works out,
    it doesn't matter much to me.
    Let me take you down, 'cause I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real
    and nothing to get hung about.

    Strawberry Fields forever.

    No one I think is in my tree, I mean it must be high or low.
    That is you can't you know tune in but it's all right,
    that is I think it's not too bad.
    Let me take you down, 'cause I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real
    and nothing to get hung about.
    Strawberry Fields forever.

    Always, no sometimes, think it's me, but you know I know when it's a dream.
    I think I know I mean a 'Yes' but it's all wrong,
    that is I think I disagree.
    Let me take you down, 'cause I'm going to Strawberry Fields.
    Nothing is real
    and nothing to get hung about.
    Strawberry Fields forever.


    Strawberry Fields forever.

    bleeding strawberry

    Giuro che domani non ce la farò a tornare a scuola.

    уход от действительности

    L’ultimo intervento non ce la facevo più a vederlo, ma l’imperante monocromia di questi ultimi giorni non mi aveva dato vie d’uscita per scrivere qualcosa.

    Mi sto nutrendo di quadri del “saboteur tranquille” in bombetta, di canzoni dei Pogues, di brandelli di libri, di dipendenze olfattive e di progetti di fughe in treno a cui aspiro ininterrottamente come boccate, sebbene ancora illusorie, d’aria fresca.

    decalcomania_magritte

    Una incomprensibile prigione che mi opprime

    canto il bene che ti vorrei  

    Credo di non aver bisogno d'altro che di un pò di letargo. Assopirmi cullata da una falce di luna, avvolta in una coperta fioca e tremula di stelle.

    Dormire per qualche migliaio d'anni. E lasciare ai miei occhi solo i sogni che non fanno svegliare.

    - E apatia ti dò, anelando alla dolcezza -

    In concentriche delucidazioni e fuggevoli illuminazioni

    Evviva il treno, gli scogli di Grottammare, i papà che ci proteggono dai maniaci, le birre stappate da Gioia, la culla lunare nel cielo, Forever, de Andrè, Mad world e il tin whistle, le indicazioni stradali inutili e la camminata estenuante fino al teatro, Pietro il fotografo, il dopo concerto a Pedaso, il pub carino, le canzoni dei CCCP e dei Pogues in auto con la notte che entra dai finestrini, i rossetti aggressive (mangia la prugna, la mela e la fragola XD), le mani gnomate... e i Marlene Kuntz!

    La voce del Profeta, John alla chitarra, la lira di Narciso, nuotando nell'aria... *_____*

    BILD2917

    Noi cerchiamo la Bellezza ovunque.
    Noi passiamo spesso il tempo così: senza utilità,
    quella che piace a voi.
    Senza utilità, perchè non serve a noi.

    Ci vuole pure un senso a sopportare di poter sanguinare

    Quando, da bambini, camminando ancora abbastanza incerti sui nostri piccoli piedi cadevamo a terra e ci facevamo male, le nostre mamme non facevano altro che fingere di sgridare il pavimento. Oppure dicevano "cattivo" al sasso che ci aveva fatti inciampare e lo lanciavano via. Poi ci tiravano su, ci davano un bacetto, e tutto passava. ci vuole pure un senso a sopportare di poter sanguinare

    Adesso l'incertezza non sta solo nei nostri passi. Le sensazioni che feriscono sono troppo astratte: non puoi chiamarle "cattive", non puoi tirarle fuori e mandarle via come se niente fosse. E non basta un bacio a succhiar via il dolore.

    Vorrei trasmetterti tutta la forza che ho.

    I keep my eyes on the door, but I remember...

    L'assurdità del mondo bussa costantemente alla porta. E anche se non fossi costretta ad aprirle, di sicuro oltrepasserebbe il muro.

    insight

    остранение 

    Solitudine, silenzio, purezza incomparabile del freddo invernale e delle viuzze vecchie ed oscure.

    Era la fine della domenica.

    Voleva sempre realizzare "momenti perfetti". Se il momento non si prestava, non prendeva più interesse a niente, i suoi occhi si svuotavano di vita e lei si trascinava pigramente, con l'aria di una figliolona nell'età ingrata. O meglio cercava di litigare.
    "Ti soffi il naso con tanta solennità, come un borghese, e tossicchi dentro il fazzoletto, con soddisfazione."
    Non bisognava rispondere, bisognava attendere: d'un tratto, ad un qualche segnale che mi sfuggiva, ella trasaliva, induriva i suoi bei lineamenti languidi, e cominciava il suo lavoro di formica. Aveva una sua magia imperiosa e affascinante; cantarellava tra i denti guardandosi attorno, poi si ergeva sorridendo e veniva a scuotermi per le spalle, e per qualche istante sembrava dar ordini agli oggetti che la circondavano. Con voce bassa e rapida mi spiegava ciò che voleva da me.
    <<Ascoltami, vorrai pur fare uno sforzo, no? Sei stato così sciocco, l'ultima volta. Non vedi come potrebbe essere bello questo momento? Guarda il cielo, guarda il colore del sole sul tappeto. Ho indossato per l'appunto il mio vestito verde e non mi sono truccata, son tutta pallida. Scostati, va' a sederti nell'ombra; lo capisci ciò che devi fare? Avanti, vediamo! Su, come sei goffo! Parlami!>>
    Io sentivo che il successo dell'impresa era nelle mie mani: il momento aveva un senso oscuro che bisognava sgrossare, rifinire, si doveva fare certi gesti, dire certe parole: mi sentivo oppresso sotto il peso della mia responsabilità, spalancavo gli occhi e non vedevo niente, mi dibattevo in mezzo ai riti che Anny inventava lì per lì e li stracciavo con le mie lunghe braccia come tele di ragno.
    Mi odiava, in questi momenti.

    la fine della domenica